Pubblicato in: Ho visto, ho letto

Il ritratto della salute

E’ un’arte sublime raccontare con ironia e insieme con onestà l’esperienza della malattia e lo sgomento di fronte alla morte. Ci riesce Chiara Stoppa con il suo “Il ritratto della salute”, in scena al Teatro Ringhiera di Milano fino al 4 dicembre.
Un tavolo bianco in mezzo alla scena e pochi cambi di luce per un monologo che apre all’intero arcobaleno delle emozioni e che non scade mai nel patetico. La trama è semplice: dopo aver scoperto di avere un “brutto male”, la malattia innominabile, la ventisettenne Chiara prende il suo corpo offeso e lo consegna ai medici perché ne facciano quello che devono, e glielo riconsegnino poi come nuovo dicendole che l’incubo è finito e che può andare. Per successive sconfitte e delusioni, Chiara arriva a trovare la propria via alla guarigione, che è insieme la via della propria autodeterminazione.
Dopo lo spettacolo ho avuto la percezione fisica di essere stata toccata da una verità importante sull’amore, sulla consapevolezza, sul senso della vita.

Da mercoledì 23 a sabato 26 novembre e da giovedì 1 a domenica 4 dicembre – ore 20.45, domenica ore 16.00 – Teatro Ringhiera, via Boifava 17