I Confini del Corpo: quando la tua è una Pelle di Vetro

Rilancio qui l’articolo in cui Alessia riprende ed approfondisce il legame tra percezione delle donne essere violabile e molestie (di strada e non), il legame tra molestia e “cultura dello stupro”.

frammenti di un discorso pedagogico

Ho letto poco fa il bell’articolo pubblicato sul blog Racconti del corpo (il potete leggere per intero qui).

Nell’articolo Eleonora prova a rispondere ad una domanda che le  è stata posta da alcuni amici uomini dopo aver visto il noto filmato nel quale si può osservare – grazie all’ausilio di una telecamera nascosta – una giovane che cammina per le strade di NY ed è soggetta, costantemente, a commenti e apprezzamenti non richiesti che sfociano in molestie (il video qui).

Condivido completamente il pensiero dell’autrice

Nascere in un corpo di donna, nella nostra società e nel nostro tempo, significa che la tua percezione di esistere è impastata alla percezione di essere violabile.

Leggere le sue parole mi ha fatto tornare alla mente il bellissimo articolo (che è anche un po’ un saggio – brevissimo – di sociologia e di psicologia) di Zaron Burnett intitolato

A Gentleman’s Guide to Rape Culture

la…

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Qual è il confine tra una molestia e un complimento?

Qual è il confine tra una molestia e un complimento? La domanda mi è stata rivolta da alcuni amici maschi dopo aver visto 10 Hours of Walking in NYC as a Woman, il video prodotto da Hollaback, network internazionale che agisce in contrasto alle molestie di strada. Qual è il confine tra una molestia e un complimento? Io rispondo che … Continua a leggere Qual è il confine tra una molestia e un complimento?

Intervento sul lavoro

Rende l’idea!

il Blog di Daniele Barbieri & altr*

di Alessandra Daniele da Carmilla on line (*)

– Come saprete, il vostro collega ha perso una mano in un disgraziato incidente – esordisce in tono compunto il padrone dell’azienda – il governo ha però deciso che è il momento di intervenire, e fare finalmente qualcosa di concreto per combattere le ingiustizie create dagli incidenti sul lavoro.

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La mercificazione del corpo maschile (parte 2)

Questa analisi sulla mercificazione del corpo maschile mi ha dato lo spunto di rileggere il libro di Tiqqun, “Elementi per una teoria della Jeune-Fille”. Rilancio senza dubbio entrambi, si illuminano a vicenda.

Il Ragno

La prima parte di questa serie di post enunciava i criteri di analisi della mercificazione sessuale secondo Caroline Heldman. Qui saranno analizzate altre immagini pubblicitarie raffiguranti uomini in una condizione di oggettivazione. Si ringrazia di nuovo Alessiox1 per la ricerca iconografica alla base di questo post.

Le domande-guida del test dell’oggetto sessuale di Heldman sono le seguenti:

1) L’immagine mostra unicamente una parte o alcune parti del corpo della persona? 

2) L’immagine mostra una persona sessualizzata che ha una funzione di supporto a un oggetto?

 3) L’immagine mostra una persona sessualizzata che può essere scambiata o rinnovata in qualsiasi momento?

4) L’immagine mostra una persona sessualizzata mentre viene sottomessa o umiliata senza il suo consenso?

5) L’immagine suggerisce che la caratteristica principale della persona sia la sua disponibilità sessuale?

6) L’immagine mostra una persona sessualizzata che può essere utilizzata come una merce o un cibo?

 7) L’immagine tratta…

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Il dispositivo della puttana

"I ragazzi come insulto conoscono solo 'puttana' e 'troia'", dice lei. "E figlio di puttana", aggiunge lui. "Te lo dicono sempre, anche quando stai parlando di altro, per qualsiasi cosa", continua lei. Siamo in una classe di terza media, durante un laboratorio in contrasto alla violenza maschile sulle donne. Ragazzi e ragazze sono seduti in … Continua a leggere Il dispositivo della puttana

Raccontiamo una storia?

Non conoscevo Alice Guy-Blaché. Grazie Simona Sforza!

Nuvolette di pensieri

copertina cinema

Alice Guy-Blaché, nata a Saint Mandè, Parigi, nel 1873. Dopo il diploma, viene assunta come segretaria di Léon Gaumont, ingegnere e padrone dell’omonima fabbrica di apparecchi fotografici, che sarebbe diventata la prima società di produzione cinematografica della storia. Ai tempi il cinema non esisteva ancora. Non c’era nemmeno il suffragio universale.
Quando, nel dicembre 1895, i fratelli Lumiere invitarono Léon Gaumont alla proiezione de “La sortie de l’usine” partecipò anche Alice. Questa giovane donna non era affascinata dall’aspetto meccanico di questa macchina, ma si immaginò che si potesse usare questo nuovo mezzo per raccontare delle storie. Nasce l’idea di un romanzo scritto attraverso le immagini: il film.
Questo è quello che racconta in un’intervista nel 1968.

Il capo le concesse di iniziare a sperimentare la produzione e la realizzazione di storie, purché non lasciasse indietro il suo lavoro principale di segretaria. Era l’inizio di qualcosa di magico.
Nel…

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Sperimentare, fallire, creare

"Sperimentare". Mi sembra una buona parola chiave per collegare le tante iniziative che si sono svolte alla Ladyfest Milano o almeno la piccola parte cui ho partecipato direttamente: il dibattito su maternità e non, quello sui nuovi femminismi, e quello sull'amore "ai tempi dello tsunami". Ai quali aggiungo la visione di performance e video su corpo, sessualità e post-porno. "Sperimentare": … Continua a leggere Sperimentare, fallire, creare