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Alle donne Firenze, ecco quello che dovete sapere se avete deciso di abortire.

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Un'inchiesta sull'aborto

Testimonianza ricevuta in forma anonima, con richiesta di pubblicazione su questo sito

La mia testimonianza riguarda la mia esperienza avvenuta a Firenze 3 anni fa. Non me la sono sentita di condividerla prima di oggi… Più che raccontare la mia storia emotiva, affettiva, ideologica, mi piacerebbe dire alle altre donne quello che nessuno mi ha detto a quel tempo, quello che solo una donna che ha avuto questa esperienza avrebbe potuto dirmi, ma che non sapevo a chi chiedere.

Quando alla fine di tutto sono stata io la prima a condividere questa epopea con le amiche, alcune mi hanno detto in privato che era successo anche a loro. Altre mi hanno allontanata.

Allora care donne di Firenze, ecco quello che dovete sapere se avete deciso di abortire.

Anche a Firenze, la legge italiana si presta ad interpretazioni contrastanti sui compiti degli obiettori, il che mette vari gruppi sociali e…

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Quel matrimonio, che emozione, che vergogna!

#svegliaitalia. Prima di scendere in piazza la mia amica Emma Baeri ci ha inoltrato, sottoscrivendolo, questo articolo di Alessandro Gilioli che afferma: “se si scende in piazza per parlare di famiglia, è un brutto segno”. Sospiro e annuisco. Scrive più avanti: “la famiglia sta ai bisogni sociali come il pane sta a quelli alimentari”. Mhh, ok. “Punto a un giorno in cui nessuno scenda in piazza per nessuna famiglia: perché ciascuno avrà la sua, come gli pare” Sospiro di nuovo. Pure io.

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Expo et circensens

Dopo anni passati a lottare contro l’Expo, ci ritroviamo con due biglietti di ingresso, un regalo inatteso. Consideriamo il gesto affettuoso, cediamo alla contraddizione e andiamo, per renderci conto di persona e confermare oppure cambiare idea su quello che pensavamo di questo evento.

Paghiamo i cinque euro per i mezzi pubblici (due volte, perché sbagliamo treno) arriviamo al piazzale antistante, superiamo i blocchi del metal detector. Già esausti, eccoci infine dentro all’Esposizione universale del 2015. Ci tuffiamo senza esitare nel fiume di persone, come salmoni che risalgono la corrente. Solo che loro, i salmoni, sguazzano, noi invece ci troviamo in una moltitudine di corpi concentrata in uno spazio troppo stretto per sentirsi a proprio agio. Tutti scattano foto e anche noi ci diamo da fare.

Questa fiumana non è che l’inizio. All’interno del sito, la concentrazione di carne umana per metrocubo è ancora più alta. E’ come stare dentro a un vagone della metropolitana all’ora di punta, solo che qui tutti cercano di andare in qualche direzione.

Ci troviamo dentro un grande quadrilatero percorso in longitudine da un vialone centrale, chiamato pomposamente “il decumano”. Per un attimo pensiamo ai Champs Elisee. Solo che qui la via principale – il decumano – è costeggiata da costruzioni che imitano i diversi stili nazionali. L’accozzaglia di finto su finto ci impressiona per lo stridore estetico. Una cacofonia di forme. Lo sguardo rimbalza da un padiglione modello astronave all’imitazione di un palazzo mediorientale, da un tappeto di erba inglese ad un manto di placche lucide e rosse simil-drago.

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I Confini del Corpo: quando la tua è una Pelle di Vetro

Rilancio qui l’articolo in cui Alessia riprende ed approfondisce il legame tra percezione delle donne essere violabile e molestie (di strada e non), il legame tra molestia e “cultura dello stupro”.

frammenti di un discorso pedagogico

Ho letto poco fa il bell’articolo pubblicato sul blog Racconti del corpo (il potete leggere per intero qui).

Nell’articolo Eleonora prova a rispondere ad una domanda che le  è stata posta da alcuni amici uomini dopo aver visto il noto filmato nel quale si può osservare – grazie all’ausilio di una telecamera nascosta – una giovane che cammina per le strade di NY ed è soggetta, costantemente, a commenti e apprezzamenti non richiesti che sfociano in molestie (il video qui).

Condivido completamente il pensiero dell’autrice

Nascere in un corpo di donna, nella nostra società e nel nostro tempo, significa che la tua percezione di esistere è impastata alla percezione di essere violabile.

Leggere le sue parole mi ha fatto tornare alla mente il bellissimo articolo (che è anche un po’ un saggio – brevissimo – di sociologia e di psicologia) di Zaron Burnett intitolato

A Gentleman’s Guide to Rape Culture

la…

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Qual è il confine tra una molestia e un complimento?

Qual è il confine tra una molestia e un complimento? La domanda mi è stata rivolta da alcuni amici maschi dopo aver visto 10 Hours of Walking in NYC as a Woman, il video prodotto da Hollaback, network internazionale che agisce in contrasto alle molestie di strada.

Qual è il confine tra una molestia e un complimento? Io rispondo che sono il soggetto di un complimento, mentre sono l’oggetto di una molestia. Chi mi fa un complimento si interessa delle mie reazioni e reagisce di conseguenza. Chi mi fa un complimento è in relazione con me, è in ascolto, si sta chiedendo se mi piace o non mi piace. Chi mi fa una molestia non è in relazione, non si sta prendendo cura delle mie reazioni, non gli interessa se il suo sguardo e le sue parole siano gradite o sgradite.

Spiegare a un maschio che cos’è una molestia è come spiegare a un daltonico che cosa è il rosso.

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Intervento sul lavoro

Rende l’idea!

il Blog di Daniele Barbieri & altr*

di Alessandra Daniele da Carmilla on line (*)

– Come saprete, il vostro collega ha perso una mano in un disgraziato incidente – esordisce in tono compunto il padrone dell’azienda – il governo ha però deciso che è il momento di intervenire, e fare finalmente qualcosa di concreto per combattere le ingiustizie create dagli incidenti sul lavoro.

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La mercificazione del corpo maschile (parte 2)

Questa analisi sulla mercificazione del corpo maschile mi ha dato lo spunto di rileggere il libro di Tiqqun, “Elementi per una teoria della Jeune-Fille”. Rilancio senza dubbio entrambi, si illuminano a vicenda.

Il Ragno

La prima parte di questa serie di post enunciava i criteri di analisi della mercificazione sessuale secondo Caroline Heldman. Qui saranno analizzate altre immagini pubblicitarie raffiguranti uomini in una condizione di oggettivazione. Si ringrazia di nuovo Alessiox1 per la ricerca iconografica alla base di questo post.

Le domande-guida del test dell’oggetto sessuale di Heldman sono le seguenti:

1) L’immagine mostra unicamente una parte o alcune parti del corpo della persona? 

2) L’immagine mostra una persona sessualizzata che ha una funzione di supporto a un oggetto?

 3) L’immagine mostra una persona sessualizzata che può essere scambiata o rinnovata in qualsiasi momento?

4) L’immagine mostra una persona sessualizzata mentre viene sottomessa o umiliata senza il suo consenso?

5) L’immagine suggerisce che la caratteristica principale della persona sia la sua disponibilità sessuale?

6) L’immagine mostra una persona sessualizzata che può essere utilizzata come una merce o un cibo?

 7) L’immagine tratta…

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